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Sindrome Affaticamento Cronico: nuove e definitive prove scientifiche correlano la sindrome da “fatica cronica” ai più comuni ed usati materiali dentali

La così detta “sindrome da affaticamento cronico” ora colpisce una grande percentuale di persone: in effetti, un aumento di ben il 20% è stato notato negli ultimi 20 anni.

Ci devono pure essere delle ragioni per tutto ciò…!

La Toxic Element Research Foundation (T.E.R.F.) ha studiato il problema negli ultimi 10 anni.

Il mercurio che fuoriesce dalle comuni otturazioni in “amalgama d’argento e mercurio“, combinandosi con l’emoglobina nel suo sito di trasporto dell’ossigeno, limita il trasporto di ossigeno stesso ed è stato suggerito quale potenziale fattore causale.

Quindi, perché non sbarazzarsi per sempre delle otturazioni di amalgama (mercurio+argento)?

Sembrerebbe abbastanza semplice! Tuttavia, è stato dimostrato che la rimozione inadeguata del materiale, “intasa” tutto il “sistema” organico, con conseguente insorgenza di altre nuove malattie.

Il mercurio derivante da otturazioni d’amalgama è stato anche collegato all’interferenza con le molecole di energia primaria denominate EME e con la conseguente formazione di ATP (adenosina trifosfato).

Le interferenze, monitorate studiando molecole definite “porfirine” trovate nell’urina, indicano il mercurio quale principale colpevole!

La molecola di EME dovrebbe diventare emoglobina, oppure stimolare la formazione di ATP che fornisce la maggior parte dell’intera richiesta di energia del corpo.

Tuttavia, l’interferenza del mercurio genera la “porfirina“, ovvero il precursore della formazione dell’EME, che è così espulsa con le urine.

Risultato? Minore energia a disposizione per tutte le reazioni del corpo ed interferenze nella “manutenzione” e riparazione dei tessuti danneggiati.

Il mercurio possiede anche l’affinità di legarsi all’ormone tiroideo, rendendolo disponibile per essere conteggiato nelle analisi del sangue, ma inattivo per quanto riguarda la sua funzione biologica organica.

Dopo la rimozione protetta delle amalgame ed in una sola settimana, può essere comunemente osservato un deciso aumento di energia in molti pazienti ma, cosa più importante, il problema avrebbe potuto essere evitato, semplicemente non collocando in bocca il materiale di otturazione dei denti più popolare al mondo: l’amalgama dentale a base di argento e mercurio!

LA FATICA CRONICA E’ CAUSATA DALLE OTTURAZIONI DENTALI?

Vorremmo tutti più energia organica a disposizione, o no?

Cosa succederebbe se ciò potesse essere raggiunto o, meglio ancora, prevenuto in primo luogo?

Il fatto è che tale problema è ben al di là delle proporzioni epidemiche e la stanchezza cronica portò a quasi un decennio di indagini. L’epidemia, per definizione, è superiore al 5% della popolazione. In contrasto, approcci “endemici” coinvolgono tutta la popolazione!

Quanto segue è la storia di come tale complesso problema si avvicini alle proporzioni “endemiche”, ma ha però una soluzione abbastanza semplice; tuttavia, bisognerebbe poter “monitorare” i cambiamenti nella bio-chimica del sangue, in relazione al materiale dentale utilizzato, per riuscire a determinare quali miglioramenti dovrebbero essere attuati.

Comunque, cos’è ciò che definiamo come: “energia organica”?

Fondamentalmente, è l’utilizzo che facciamo dell’ossigeno, anche se questa non è l’intera “storia”.

Quindi, da dove proviene l’ossigeno per l’energia organica? Semplice, dall’aria. L’aria contiene dal 19% al 21% di ossigeno, a seconda che tu viva al livello del mare o in cima ad una alta montagna.

Si potrebbe riuscire ad assorbire l’ossigeno dall’aria in modo più efficiente? Certamente sì, magari migliorando la capacità di assorbimento della “membrana cellulare” stessa.

Ma ciò comporta la rimozione delle interferenze nell’attività di questa “membrana cellulare”!

Quale altro principale fattore è coinvolto? Tutto l’ossigeno che può trasportare un globulo rosso.

Osservando più in profondità: quanto ossigeno possono trasportare le molecole di emoglobina all’interno dei globuli rossi? Qui è stato rilevato un fattore, spesso trascurato, ma più controllabile!

Ciò ha coinvolto un concetto primario di fisica: ovvero, due oggetti non possono occupare lo stesso spazio nello stesso tempo.

Le molecole di emoglobina contengono 4 “siti di legame“, o sedi su cui è trasportato l’ossigeno. L’ossigeno è raccolto nei polmoni dalle molecole di emoglobina all’interno dei globuli rossi e, quindi, trasportato in tutto il resto del corpo.

Quando un globulo rosso si trova a passare attraverso un tessuto privo, o non adeguatamente dotato di ossigeno, l’ossigeno stesso abbandona il suo sito di legame con l’emoglobina ed accorre a fornire l’energia necessaria al tessuto bisognoso.

L’emoglobina, con i siti di legame vuoti di ossigeno, ritorna quindi ai polmoni attraverso le vene ed “ingurgita” più ossigeno da “scaricare” nel prossimo viaggio.

E proprio qui sta l’origine del problema di base!

Il mercurio fuori esce dalle otturazioni in amalgama d’argento 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e, per inalazione, può andare dalle otturazioni direttamente nei polmoni, dove può entrare nei globuli rossi e cercare un posto sul “bus dell’emoglobina“.

Al mercurio piacciono quei “siti di legame” e può starci fino a che quella particolare molecola di emoglobina raggiunga la fine della sua durata (120 giorni di vita media totale per un globulo rosso).

Durante questo periodo, nessuna molecola di ossigeno può viaggiare su quel “sito di legame”.

Un esame del sangue per testare l’emoglobina può mostrare un numero adeguato di molecole di emoglobina, ma non riporta se tutti i siti di legame siano saturi di ossigeno o meno.

Come già detto, ci sono 4 “siti di legame” per molecola di emoglobina.

Se anche solo 2 di questi siti di legame sono pieni di “passeggeri di mercurio a lungo termine”, significa che stai trasportando solo la metà della quantità di ossigeno che dovresti trasportare.

E’ più o meno come avere un litro di sangue in meno. Pensi davvero di non potertene accorgere?

E ciò, secondo te, non potrebbe contribuire all’affaticamento cronico?

Ed allora: questo processo potrebbe essere invertito per fornire più spazio all’ossigeno nei “siti di legame”? Certo che sì. Ma cosa si dovrebbe fare?

Semplice: rimuovere la fonte del mercurio, ovvero, togliere dalla bocca tutta l’amalgama dentale al mercurio ivi presente!

Bene, ma fai attenzione: se anche tu come tante persone hai semplicemente rimosso in modo casuale e senza alcuna precauzione le otturazioni di amalgama al mercurio e le hai sostituite con otturazioni “bianche” ad alto contenuto di composti di alluminio, di ossidi metallici ed alcali, oppure contenti Bis-GMA, Bis-DMA e BPA, sappi che si è scoperto che, entro 6 mesi, ben il 63% di quelle persone ha sviluppato un’altra malattia, che non aveva prima della rimozione dell’amalgama….

Ciò non è di certo un buon compromesso!

In caso di rimozione in modo casuale e senza alcuna precauzione delle otturazioni di amalgama al mercurio, apparve in queste persone un’altra interferenza non calcolata nel trasporto dell’ossigeno.

Le otturazioni in amalgama di mercurio ed argento (ben il 50% di mercurio in peso) sono come delle minuscole batterie. La combinazione di almeno 5 metalli e 16 prodotti di corrosione in un unica otturazione, genera corrente elettrica a causa di un elettrolita: la saliva che abbiamo in bocca.

Se le otturazioni sono rimosse “sequenzialmente“, vale a dire: quelle con carica negativa rimosse per prime e quelle con carica elettrica positiva rimosse dopo, i livelli di emoglobina rispondono!

Hanno davvero risposto? Sì, ma non sempre nel modo previsto. Si è notato che i livelli di emoglobina, spesso, diminuivano drasticamente.…

Quando la linea del cambiamento scende al di sotto del punto di partenza, ci sono meno globuli rossi rispetto all’inizio. Ma poi, nonostante questa diminuzione, cosa è successo a queste persone?

Sorprendentemente, i loro livelli di energia sono aumentati!

La logica suggerirebbe che: meno globuli rossi, significherebbe meno trasporto di ossigeno….!

Ovvero: in quale modo i livelli di energia possano salire, quando il trasporto di ossigeno diminuisca? Ciò non aveva senso ma, ricorda, il corpo ha una saggezza davvero innata.

Quale era la saggezza che mancava a noi? Ci sono voluti ben altri 2 anni per scoprire che un altro test – chiamato ossiemoglobina – misurava effettivamente la quantità di saturazione dell’ossigeno.

All’inizio, il fallimento ha afflitto tutti gli studi effettuati, fino a quando…, non si è constatato che era la saturazione VENOSA, non quella ARTERIOSA, che doveva essere osservata!

Infatti, convenzionalmente, l’ossiemoglobina è sempre testata nel sangue ARTERIALE.

Ma ciò mostra solo la versione “pieno” di ossigeno nel sangue, non quanto fosse usato per vivere a riposo. E questi erano i dati necessari e mancanti per poter capire tutto il meccanismo organico!

Quando è stata utilizzata la rimozione sequenziale e le otturazioni con correnti negative sono state rimosse per prime, il corpo, in qualche modo, ha “scaricato” selettivamente grandi quantità di globuli rossi carichi di mercurio, lasciando una percentuale più elevata di emoglobina, ma ben carica di ossigeno.

I test simultanei hanno mostrato che l’escrezione di mercurio nelle urine aumentava con l’abbassamento dell’emoglobina e, contemporaneamente, l’ossiemoglobina saliva. 

E’ avvenuto che, semplicemente, il corpo si è selettivamente sbarazzato dei globuli rossi contaminati dal mercurio, mentre la concentrazione complessiva di ossigeno era in aumento per via della maggiore saturazione di ossigeno dei nuovi globuli rossi non contaminati dal mercurio.

E questa è una ragione in più per eliminare per sempre l’immissione di otturazioni al mercurio-argento negli esseri umani!

Nel giro di poche settimane, il livello di emoglobina risalì ed apparve ancora più energia, dato che sempre più emoglobina trasportava ancora più ossigeno.

Tutto ciò ha portato ad un’altra indagine più approfondita: cioè, da dove ci proviene l’emoglobina?

E ciò portò ad una maggiore comprensione del ruolo che il mercurio stava giocando nella sindrome da “fatica cronica”.

EME è il personaggio attivo, l’attore principale in questo scenario, quindi: e che cos’è un EME?

Ovviamente, l’EME è qualcosa che si combina con la “globina”, ma da dove viene l’EME e che cosa ha a che fare il mercurio con questa “combinazione magica”?

C’è un nuovo “personaggio” sul blocco di investigazione ed il suo nome è: “porfirina“.

La porfirina è una molecola che possiede 8 sostanze chimiche più piccole attaccate ad essa.

Se si rimuovono tutti ed 8 i “cavalieri laterali”, si ottiene l’EME. Tutto qui!

E’ successo che passando da 8 “cavalieri laterali” a 7, fino a 6 e poi fino a zero, il composto risultante si chiami, per l’appunto: EME.

Ma ora arriviamo all’interferenza del mercurio.

Se un atomo di mercurio interferisce con una porfirina mentre si trasforma da 8 a 7 ecc., la porfirina, così danneggiata, è immediatamente scaricata nell’urina.

Ed ecco che la tua energia va, letteralmente, giù dal bagno…!

Purtroppo, non solo il mercurio è una fonte di riduzione dell’EME, ma anche il nichel fa la stessa cosa (secondo i laboratori odontotecnici, ora è utilizzato per eseguire le corone nell’85% delle volte, per sostituire l’oro…, che è più costoso).

Ed aggiungi il fatto che: le tossine dei batteri anaerobici delle devitalizzazioni e delle cavitazioni, causano anche loro la secrezione di porfirine nelle urine!

La “bonifica dentale” (rimozione di tutti i materiali tossici dentali in bocca) crea qualche cambiamento/miglioramento? 

È ragionevolmente ovvio che, se questa “parente genetica” dell’emoglobina è espulsa con l’urina e con le tossine dentali, non ci deve sorprende il fatto che la “fatica cronica” migliorerà notevolmente a seguito di una “corretta bonifica dentale”, che preveda anche l’eliminazione di tutto il mercurio!

Anche la bassa funzionalità tiroidea è accusata di causare bassi livelli di energia.

C’è ancora un’altra interferenza o connessione possibile? Assolutamente si!

Il dott. Patrick Stortebecker di Stoccolma, Svezia, nel 1962 impiantò delle otturazioni di mercurio ed argento nei denti di un cane (solo lui usava il mercurio radioattivo quale tracciante).

Egli fu in grado di trovare mercurio radioattivo nelle ghiandole tiroidee del cane, entro meno di 4 minuti dal posizionamento delle otturazioni.

Pertanto, si può anche supporre che: se una otturazione al mercurio, che è stata in bocca per soli 4 o 5 minuti possa in qualche modo avere a che fare con la tiroide, ciò potrebbe anche causare, dopo qualche tempo, un funzionamento ridotto od anomalo della ghiandola tiroidea stessa.

Abbiamo già scritto che il legame del mercurio con gli ormoni tiroidei li rende non funzionali, ma però in grado di essere contati come “presenti” all’analisi del test della tiroide. Questo è il motivo per cui spesso, i test mostrano quantità adeguate di ormoni tiroidei, ma non registrano la loro attività. L’attività, infatti, è ciò che senti tu…!

Non importa se la stanchezza cronica sia dovuta al mercurio proveniente da otturazioni al mercurio che occupano “siti di legame” contenenti ossigeno, oppure da mercurio che causa la precipitazione delle porfirine, distruggendo così l’EME, o dal mercurio che contamina la funzione tiroidea, ovvero da una combinazione di tutti questi, devi però sapere che il mercurio non è di certo un amico, bensì la causa vera per cui si soffre della sindrome da “stanchezza cronica”.

La Toxic Elements Research Foundation, ritiene che si tratti di un problema del tutto correggibile…!

Informazioni sulla Fondazione di Ricerca sugli Elementi Tossici

La T.E.R.F., una fondazione di ricerca senza scopo di lucro, è impegnata a stimolare l’interesse per la comunità di ricerca e ad informare il pubblico sulla consapevolezza dei potenziali problemi associati ai materiali ed alle procedure dentali. Il consenso informato dei potenziali problemi consente decisioni più consapevoli da parte del paziente, specialmente quando la sua salute è a rischio.