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DOMANDA: perché il mercurio è così tossico?

Per rispondere a questa domanda citiamo le chiare parole di un illustre scienziato, il Prof. Magnus Nylander, professore di Medicina della Comunità e Tossicologia Molecolare del Carolinska Institute di Stocolma, Svezia:

“Il mercurio è un metallo tossico non essenziale, lo possiamo ritrovare sotto forma elementare (Hg) o allo stato mercuroso (Hg+) oppure mercurico (Hg++). In forma organica (metil-mercurio), si ritrova nel pesce ed è captato con l’assorbimento intestinale ma è molto più neuro-tossico nella forma metallica inorganica. L’effetto tossico del Hg consiste nell’aumentare lo stress ossidativo e quindi la quantità di radicali liberi all’interno dell’organismo. I vapori di mercurio elementare puro (Hg) che sono assorbiti dai polmoni per l’80%, prendono la via ematica e hanno come bersaglio il S.N.C., i reni e il sistema immunitario. Nell’organismo il Hg è ossidato a livello di ione-Hg, quest’ultimo si combina con gli enzimi causando poi l’effetto tossico. Ricordo che l’amalgama d’argento è composta per quasi il 50% di Hg e già negli anni ’50 gli studi di Frykholm dimostrarono la liberazione di Hg durante le manovre odontoiatriche delle otturazioni con amalgama; tale metallo va poi ad accumularsi nei tessuti determinando sintomi neurologici (affaticamento, irritabilità, mialgie, ecc.), sintomi intestinali e una maggiore recettività alle infezioni. Con la rimozione protetta dell’amalgama, oltre l’80% dei pazienti migliora la sintomatologia in modo duraturo e c’è una correlazione tra il numero di otturazioni in amalgama in bocca e la quantità di Hg accumulato nei tessuti; ciò a dimostrazione che la fonte di inquinamento mercuriale nell’uomo è rappresentata dalla presenza di amalgama in bocca. Le concentrazioni di Hg nei tessuti possono arrivare a 150 nanogrammi per grammo nella corteccia cerebrale, a 1050 nel rene e a 1400 nell’ipofisi mentre, i livelli di escrezione giornaliera possono attestarsi a 60 microgrammi. Con concentrazioni di soli 10 microgrammi di Hg nel tessuto cerebrale, si cominciano a registrare sintomi neurologici; tali concentrazioni sono state trovate già nei rilievi autoptici di neonati. Le reazioni allergiche e autoimmuni al Hg non sono dose dipendenti pertanto, l’esposizione al mercurio va comunque considerata un rischio e l’amalgama dentale va considerata un materiale inadatto all’odontoiatria, specialmente nei bambini e nelle donne fertili, ove non ha senso il suo utilizzo”.

In un recente congresso di Odontoiatria Integrata è emerso che l’intossicazione mercuriale non è confinata solamente ai portatori di restauri in amalgama (le otturazioni, le chiusure retrograde e le ricostruzioni del moncone protesico), ma coinvolge anche gli operatori del settore: odontoiatri (i cui sintomi più frequenti sono irritabilità, eretismo, instabilità dell’umore, perdita di memoria a breve termine, ridotta capacità di concentrazione, melanconia, depressione, idee suicide, euforia-disforia, stanchezza fisica e mentale, alterazione del sensorio, tremori, psicoastenia) e personale ausiliario (nelle assistenti dentali e nelle dentiste, oltre a quanto sopra, si è documentata la maggior incidenza di aborti spontanei dell’11% e un calo di fertilità del 32% rispetto ad altre lavoratrici del settore medico).

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