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Cura Naturale Piorrea

La placca batterica è considerata il “movente primitivo” essenziale della Piorrea, tuttavia ciò non è sempre completamente esatto!

In campo medico, effettuare una “diagnosi” significa studiare la reattività del paziente e non solo descrivere ciò che si vede.

In pratica si tratta di capire come e perché un paziente reagisce a certi stimoli: reattività diversa significa sempre una diversa risposta immunitaria.

Infatti, un paziente definito omeopaticamente quale “fosforico”, darà un tipo di risposta diversa da un tipo “sulfurico” o da un tipo “carbonico”. La loro diversa risposta immunitaria significa un diverso modo di far fronte ai vari stimoli patogenetici.

Ma cos’altro determina i differenti tipi di risposta immunitaria?

I fattori psichici, a esempio, sono preponderanti quali fattori adattativi alle varie situazioni ambientali individuali.

Poi vi sono fattori:

• genetici

• ecologici

• nutrizionali

• ormonali

• vitaminici

• farmacologici, ecc.,

che sono altrettanto in grado di determinare un tipo di risposta immunitaria e con ciò anche un determinato tipo di patologia parodontale e anche una cura naturale piorrea.

A esempio: la formazione del tartaro dipende da un determinato stimolo batterico che si scontra con un certo ambiente (omeopaticamente, il Terreno) e può provocare in alcuni soggetti:

• una pesante malattia parodontale (Piorrea)

• in altri soggetti solo un po’ di gengivite insignificante che recede con una semplice seduta di igiene orale.

• al contrario, in una bocca quasi pulita e con pochissima placca batterica, si possono trovare tasche parodontali particolarmente severe.

In sostanza, solo il Terreno, inteso come l’insieme dell’individuo con il suo patrimonio genetico a sua volta influenzato dai fattori ambientali, è in grado di generare la determinanza patogenetica.

Da tempo sono state scoperte due proteine: una è responsabile dell’inizio dell’infiammazione, la Ikk-beta e la seconda proteina ha invece il compito di terminare l’infiammazione, la Ikk-alfa.

Se però si interrompe il ciclo infiammatorio naturale con un farmaco allopatico, non si assiste più alla produzione del normale processo di guarigione.

In questo caso le tossine cataboliche, che rimangono imprigionate nel mesenchima, si tramutano in peptidi selvaggi che sono i responsabili della creazione della auto-immunità.

Per questa ragione, l’infiammazione andrebbe guidata e modulata con farmaci biocompatibili quali: omeopatici, omotossicologici, agopuntura, rimedi naturali, ecc.

La proteina Ikk-beta è necessaria per attivare il processo naturale di osteoclasto genesi cioè della produzione di osteoclasti (cellule che rimuovono l’osso necrotico).

Nel momento in cui si attiva naturalmente la proteina Ikk-alfa, termina il processo infiammatorio, sono eliminati gli osteoclasti ancora in circolo e si riforma l’osso.

Invece, bloccando l’infiammazione con farmaci allopatici, si ha una remissione dei sintomi e una “finta guarigione”. In realtà, a causa degli osteoclasti ancora attivi in circolo, si ha una certa perdita di osso dai siti parodontali con grossi danni permanenti.

Inoltre, nella saliva sono naturalmente presenti diversi peptidi antimicrobici che hanno un ruolo ormai consolidato nella immunità orale.

A esempio: le Beta-defensine, sono utili per la prevenzione della carie e delle periodontiti; maggiore è la quantità di saliva nella bocca, migliore è la protezione che essa esercita su denti e parodonto.

Purtroppo, molti antibiotici e antinfiammatori (a es. metronidazolo e clorexidina) producono secchezza delle fauci con riduzione certa della immunità naturale a causa della ridotta funzione delle ghiandole salivari.

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