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Comprendere la simbologia dentale

In medicina olistica si discute sempre più spesso delle zone del corpo quali apportatrici di messaggi provenienti dalla dimensione meno conosciuta e più profonda della mente. I denti non fanno eccezione: essi conservano la “memoria” di innumerevoli episodi, eventi e stati emotivi della nostra vita passata e attuale.

Quando un dente da fastidio o si guasta, in realtà sta…. “parlandoci”, con il suo particolare linguaggio, il linguaggio dei denti, a volte apparentemente incomprensibile, di una parte del nostro corpo che non vogliamo o non sappiamo “vivere”.

Di seguito si tratteranno le chiavi di accesso ai messaggi psico-emotivi e delle correlazioni energetiche di cui i nostri denti e tutta la bocca sono depositari così come ci sono stati sapientemente illustrati dalla Dottoressa Michéle Caffin.

Iniziamo con i simboli del volto: I denti fanno parte del volto; senza i denti o con denti prominenti la fisionomia del volto cambia tantissimo.

Anche il volto ha un suo linguaggio segreto che è più difficile da decifrare del linguaggio del resto del corpo. Il volto si può dividere in 3 parti: la “Parte alta” con la fronte e gli occhi, è il mondo del pensiero e della coscienza dell’esame e del giudizio, la “parte mediana” con guance e naso, è la sede delle emozioni ed esprime visivamente rabbia, amore o disperazione.

La “parte bassa” con la bocca e il mento ci collegano a impulsi arcaici quali: fame, sete, aggressività, piacere, ecc. Si tratta di una parte legata a una dimensione profonda, agli istinti orali e alla sessualità.

Il linguaggio della bocca: Attraverso la bocca noi “sminuzziamo e mangiamo” il mondo e, dunque, con i denti raccontiamo tutta la nostra capacità di aggredire ciò che ci circonda mentre, le labbra, la zona più erogena del corpo umano, parlano il linguaggio dell’eros, della suzione e rappresentano sia il lato maturo del piacere sia quello infantile.

La fisionomia delle labbra: la forma delle labbra non è il ritratto della persona che ci sta di fronte ma ci da qualche traccia da seguire con cautela. Il labbro superiore sta a indicare il grado di intellettualità, lo psichismo; se è pronunciato indicherebbe una vita psichica intensa. Il labbro inferiore segnala la sensibilità ma anche il rapporto con la materia e la sensualità; le persone passionali dovrebbero avere labbra inferiori più sviluppate. In una donna, la bocca grande con labbra sottili indicherebbe un carattere coraggioso e potenzialmente ribelle ma anche creativo e fantasioso. In un uomo, labbra sottili e bocca grande tradirebbero la tendenza al cinismo e all’autoritarismo.

Tutto quanto accennato sino a ora si basa sull’antica fisionomia e ha, nelle migliore delle ipotesi, solo un significato empirico e culturale, mentre ciò che vogliamo presentarvi ora sono recenti studi, basati su ricerche universitarie, sull’osteopatia e sull’agopuntura, che affermano che i denti conservano la “memoria psico-emozionale” della nostra vita e un mal di denti non è altro che un messaggio che dovrebbe far riaffiorare alla nostra coscienza una faccenda irrisolta e ancora ben celata nel subconscio.

Se conosciamo il linguaggio dei denti possiamo non solo occuparci della nostra mente in modo più consono alle sue esigenze ma, in più, siamo in grado di prevenire disagi o affrontarli al loro primo apparire senza aspettare che essi si stratifichino nel subconscio e da lì, col tempo, creino disturbi a tutta la persona.

Decodificare le espressioni dei denti è anche un modo per poter riconoscere Sé stessi, per accedere a un nuovo stato di coscienza e far così luce sulla dimensione inconscia che ci spinge ad agire alla cieca.

Chi non desidera liberarsi dalle catene dell’inconscio e vivere nella gioia e nella condivisione di ciò che la vita ha in serbo per noi? Quanto segue è il contributo a un mondo che sta emergendo, basato sull’affermazione dello spirito umano piuttosto che sul dubbio del proprio valore e sulla certezza che esiste una connessione fra tutti gli individui, con il fine di toccare quante più vite possibili, con un messaggio di speranza per un mondo migliore.

Gli alchimisti definivano la “Grande Opera” il processo in cui, partendo dalla materia greggia, si agiva sulla trasformazione dell’intera mente (dell’alchimista stesso). Nel nostro caso l’alchimista è la persona e il compito del Naturopata Dentale®, aiutandosi con il linguaggio dei denti, è quello di supportarlo nel personale processo di trasformazione della sua bocca, della sua mente e dell’acquisizione e/o del recupero della sua salute.

Come vedremo più avanti, la maggior parte dei disordini corrispondono ad altrettanti problemi celati nell’inconscio: tutto ciò si può ben paragonare alla prima fase dell’Opera Alchemica detta “Opera al Nero” o Nigredo.

Nel linguaggio degli alchimisti l’Opera al Nero è la fase definita di “putrefazione” o “decomposizione”, rappresentata dalla morte, dalla confusione, dallo stato illusorio cui è votato l’uomo comune fintanto che è incapace di trovare la verità in se stesso. Tuttavia è anche l’inizio del processo della presa di coscienza, del guardarsi dentro e del confronto difficile e dolente.

Il dentista olistico che si trova a esaminare per la prima volta la bocca di un paziente, osserva una situazione di caos e di disordine che può includere: la fonazione, la respirazione, l’occlusione, la deglutizione o infiammazioni, nonché infezioni e sanguinamenti.

Questa fase è simbolicamente rappresentata da Saturno, il pianeta della materia grezza, del caos, il dio della morte e della putrefazione, ma anche il dio della fertilità, come fertile è la terra nera. Tutto ciò sta ad indicare che questi disturbi dentali accusati dal paziente contengono in sé l’avvio della trasformazione interiore anche se, per il momento, essa è ancora invisibile.

Il processo di presa di coscienza dell’individuo, che ha luogo per mezzo del processo terapeutico, corrisponde alla seconda fase dell’Opera Alchemica, detta “Opera al Bianco” o Albedo. Ora spunta il sole nel buio profondo della coscienza e l’immagine alchemica che illustra questa fase è quella del Sole che sorge a mezzanotte.

Il pianeta che la rappresenta è Venere, come Afrodite che nasce dal mare è la nostra guida luminosa: il pianeta Venere è la prima “stella” che si accende nelcielo serale e l’ultima a spegnersi al mattino, per emergere dai meandri dell’inconscio (il mare) e renderci coscienti, a poco a poco, dei contenuti dell’anima. Venere rappresenta il mondo umido delle emozioni, degli umori, delle intuizioni; si tratta insomma di un “battesimo dell’acqua”.

Infatti ogni presa di coscienza avviene nel corpo con manifestazioni in cui l’acqua “esce” dal corpo stesso: l’acqua della salivazione, delle lacrime, del sudore, del piacere, ecc. Venere rappresenta lo zolfo rosso, ossia ancora impuro cioè il “Fuoco di Terra”, contrapposto al risultato che si ottiene alla fine di questa fase trasformativa, cioè lo zolfo bianco, ossia il “Fuoco in Cielo” o Mercurio. L’Opera al Bianco è l’opera mercuriale per eccellenza: così come il piombo è il metallo della nigredo, l’argento è il metallo dell’albedo.

Dopo aver resi coscienti i loro traumi e i comportamenti dannosi che hanno causato i disturbi accusati, i pazienti non sono più gli stessi di prima e….. neppure i loro denti. Siamo arrivati, finalmente, all’Opera al Rosso, la rubedo, terza e ultima fase dell’Opera alchemica, ove ogni disordine trova la sua soluzione che, tuttavia, deve diventare stabile altrimenti il disordine, il caos, si riprodurranno e si ritornerà da capo!

L’argento mercuriale dell’Opera al Bianco è luminoso, tuttavia, si tratta di “argento vivo” qualcosa di inafferrabile che va fissato e stabilizzato: la stabilizzazione è quest’ultimo atto dell’Opera alchemica. Si tratta della conquista della “Pietra filosofale”, pura e permanente.

Qui il metallo è l’oro e il simbolo planetario è il Sole: il Fuoco Primo. Tutte le terapie sono inutili se non è l’individuo, in prima persona, che vuole guarire e prima di tutto deve capire che il dolore o la malattia sono solo manifestazioni della disarmonia tra la potenzialità interna e le sue manifestazioni esterne!