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Dal 2030 – per legge – STOP all’amalgama in tutta Europa! Già, ma perché non farlo prima?

Oggi è d’accordo tutta l’Europa: l’amalgama è tossica e ne sarà vietato la produzione e l’uso a partire dal 2030 (Regolamento Ue 2017/852).

Infatti, la commissione di esperti europei ritiene il mercurio, per l’appunto contenuto nell’amalgama, “una sostanza molto tossica, che rappresenta una minaccia grave e globale per la salute umana…” e che l’uso del mercurio nell’amalgama dentale “rappresenta il più importante uso del mercurio in Europa e costituisce una notevole fonte di inquinamento”.

Se le cose stanno così, perché l’amalgama non è stata tolta dal commercio ed il suo uso vietato immediatamente? Forse perché ci sono ancora molte altre scorte da smaltire e contano di farlo solo entro il 2030? Mistero…!

Ciò che invece è chiaro, è la data in cui il regolamento entrerà in vigore anche in Italia: dal 1° luglio 2018 sarà vietato metterla in bocca ai giovani in età “pediatrica”, ovvero ai ragazzi/e al di sotto dei 15 anni, di fatto elevando di molto la soglia – dagli attuali 6 anni previsti dalla “legge” italiana sull’uso dell’amalgama – ai 15 anni “europei”.

Ma vi è un altra novità, rispetto alla legge “Sirchia” sull’amalgama: infatti, oltre che sulle donne incinte, sarà vietata metterla in bocca alle donne che allattano un figlio!

Un altra cosa che lascia perplessi, è che solo dopo il 1° gennaio 2019: “i dentisti che utilizzano amalgama, o rimuovono otturazioni d’amalgama, ovvero estraggono denti con tali otturazioni, devono garantire che il proprio studio sia dotato di apparecchi per la “separazione dell’amalgama”, per trattenere e raccogliere le particelle di amalgama, incluse quelle contenute nell’acqua usata, ed è vietato l’uso del mercurio in forma libera da parte dei professionisti”.

Ciò va molto bene, ma perché tanta accortezza per l’ambiente e così poca per l’essere umano?

Ed ancora in tema di smaltimento: “i dentisti dovranno garantire che i loro rifiuti di amalgama dentale, nonché i denti estratti, o una loro parte, “contaminati con l’amalgama”, saranno gestiti e raccolti da una struttura o da una impresa autorizzata per la gestione dei rifiuti tossici-nocivi. In nessun caso, i dentisti possono rilasciare direttamente o indirettamente tali rifiuti di amalgama nell’ambiente”.

A questo punto, il regolamento europeo (….simile alla “legge Sirchia” italiana) sfiora l’assurdo, se non addirittura il ridicolo!

Infatti, come è possibile considerare “limitatamente biocompatibile” un materiale se messo in bocca ad “alcune categorie di persone protette” (… ma non a tutte), quando lo stesso materiale che è avanzato, è considerato – per legge – quale un rifiuto “tossico-nocivo”, tanto da essere smaltito solo tramite ditte “autorizzate” e, le stesse particelle, residuo della lavorazione e/o i “fanghi” da limatura, ovvero i denti estratti, devono essere trattati attraverso costosi impianti tecnologici di cui si dovranno dotare tutti i dentisti?

Non abbiamo la risposta al quesito e neppure i politici: ed allora, ai pazienti maschi o femmine, al di sopra dei 15 anni, che non siano in stato di gravidanza e/o che non stiano allattando un bimbo rimane solo l’uso del cervello e di evitare le otturazioni in amalgama, nonché i dentisti che ne faranno uso, almeno sino al 2030…!

Tra l’altro, il Regolamento Ue prevede la formazione di dentisti “anti-amalgama” e lo studio di materiali alternativi, dimenticandosi così che già ci sono validissime alternative all’amalgama, usate da decenni dai dentisti olistici che la sostituiscono da sempre in maniera protetta e sicura per tutti: ambiente, paziente ed operatori, utilizzando in proprio, un protocollo di sicurezza di comprovata validità ed efficacia.

Bastava chiedere a loro. O no…???